Ciao Ezio…

5 marzo 2017, ore 18.00

Sto guardando in televisione una manifestazione di atletica leggera (il Campionato Europeo Indoor di Belgrado). Non posso non pensare a te.

Ho visto il tuo corpo, tre ore fa, nella bara aperta. Eri bello, con la barbetta brizzolata, elegantissimo nel tuo vestito celeste con la cravatta: una vera sciccheria. come sei tu.

La tua anima (o se preferisci il tuo spirito) era già volata nelle grandi praterie celesti che il tuo credo ti ha promesso.

Con l’atletica ci siamo conosciuti tanti anni fa (39), al famoso Penthatlon (quasi una metafora della tua vita) che abbiamo organizzato alla Festa de L’Unità di Villa dei Gordiani, nel 1978. Una cosa inedita per l’epoca: 60 mt, 1.000 mt, salto in alto, salto in lungo e getto del peso. Ti sei presentato con grande delicatezza e semplicità: volevi partecipare. Avevi già quindici anni e la gara era riservata ai 10/14 enni.

Le tue insistenze furono così gentili ed appassionate che ci convincemmo a farti partecipare fuori gara, in cambio del tuo coinvolgimento, immediato, nell’organizzazione. Questa manifestazione sportiva fece da rapido volano per la, immediatamente successiva, costruzione della Polisportiva Popolare Roma 6 Villa Gordiani che, grazie alle spinte di tutto un popolo (te compreso come atleta, dirigente, animatore), divenne in breve una realtà conosciuta in tutta Italia. Nella Polisportiva abbiamo avuto il piacere di crescere con te e tu con noi, per arrivare a buoni livelli nell’atletica, per imparare a dirigere e ad educare i giovani già nei primi anni, successivamente, ancora negli anni 2000, dopo la tua prima esperienza ecclesiastica.

Nel frattempo hai studiato (eri sempre il migliore), hai cercato nella tua coscienza il tuo credo, sei stato un linguista, un letterato, uno sportivo, un educatore. Le alterne vicende della tua vita sono state sempre frutto delle tue scelte: che abbiamo sempre rispettato, volendoti bene anche per questo.

Hai vinto concorsi pubblici e hai conquistato posti di lavoro fissi (a cui milioni di giovani di oggi aspirerebbero) ma hai lasciato tutto per la tua vocazione. Allora hai fatto il sacerdote, l’insegnante di religione, hai studiato ancora, sempre.
Hai, poi, scelto la vita laica, lasciando di nuovo tutto senza rimpianti e con grande coraggio.

Passano gli anni e la tua vita continua ad inanellare alti e bassi (alti morali e bassi economici), fino a provare, anche, l’emozione di fare volontariamente il clochard a Londra, come il grandissimo scrittore Jack London nel 1902. Lì, hai conosciuto una persona meravigliosa, Simon, che ha riempito affettivamente la tua vita fino alla parte, troppo presto, finale della tua esistenza terrena.

Nemmeno il più fertile e fantasioso scrittore avrebbe potuto immaginare una trama così complessa e ricca, come è stata la tua vita.

Il male crudele ti ha portato via ai tuoi affetti familiari e personali e al nostro grande affetto.
Addio… o perche no? Arrivederci, nelle grandi praterie celesti dove potremo fare tanto sport, parlare di filosofia e di teologia, di letteratura e di linguistica, di amicizia con te che sei il nostro più caro amico, compagno, fratello.

Mauro e tutta la Polisportiva Popolare Roma 6 Villa Gordiani

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